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Il Mio Elemento

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cari amici se volete fare "pubblicità" ai vostri blog mandatemi un e-mail non scrivete i link del vostro sito o blog tra i commenti perchè verrà considerato spam e verranno cancellati e no blogwalking... E volevo informarvi che quello che scrivo e solo a scopo informativo non c'è nulla di provato vi abbraccio Selene...
Visualizzazione post con etichetta Leggende varie. Mostra tutti i post
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martedì 23 aprile 2013

Si racconta che, col finir dell'estate quando i pastori abbandonavano la valle di Vajolètt, le streghe scendessero fino al piano erboso di Ciampedìe, dove intrecciavano le loro danze alla luce della luna. Un giovane di Monzòn, di nome Gordo, fu curioso di vederle ballare. Quando tutti lasciarono la valle egli si nascose in una tobìa (fienile) aspettando. Passata la mezzanotte sbucarono innumerevoli streghe d'orribile aspetto; tra loro la Striona, loro condottiera, che si accorse subito di lui -qui dentro c'e' un uomo! fuori subito!- Gordo rimaneva immobile per la paura -apri o scendiamo dal camino!- egli tremante uscì: lo schernirono, gli tirarono i baffi, infine danzarono attorno a lui selvaggiamente. Poi la Striona lo apostrofò -chi e' la tua regina?- lui non capiva -se non capisci vuol dire che non hai ancora una regina! ne sceglierai una e subito! metti questa corona sul capo di quella che ti piace di più. Dovrai servirla fedelmente e per mezzo suo sarai ammesso alla nostra società- e gli diede una corona di sterpi. Egli non seppe decidersi perchè gli parevano una più brutta dell'altra, cosicchè le streghe andarono su tutte le furie: lo insultarono e picchiarono, poi lo legarono ad un albero ancor con la corona in mano -di qui a un anno sceglierai la tua regina!- Passarono i giorni e nessuno veniva a liberarlo perchè i pastori erano già scesi a valle. Non sentiva fame o freddo, ma a poco a poco il corpo si irrigidiva, la resina lo ricopriva...entro la primavera successiva viveva la vita dell'albero e nessuno avrebbe immaginato che là vi fosse un uomo.
domenica 19 agosto 2012
 esistono due versioni di questa leggenda io trovo bellissima la prima

1)Molto tempo fa, quando gli dei vivevano ancora vicino ai mortali, nella lontana Caria, viveva il bellissimo principe Endimione, figlio di Etlo (figlio di Zeus) e di Calice (figlia di Eolo, il Dio del vento). In seguito, dopo aver conquistato Olimpia e cacciato il re Climeno, divenne re dell'Elide. La principessa Selene (dea della Luna, figlia di Elio) vedendolo, rimase affascinata dalla sua bellezza e si innamorò perdutamente di lui. Anche Endimione contraccambiò il suo amore. Ma Selene era una dea quindi immortale, mentre Endimione era un semplice umano. Non tollerando l'idea che il giovane dovesse morire, e per la paura e il dolore di vivere l'eternità senza di lui, Selene chiese a Zeus pietà, e Zeus le concesse un desiderio. La Dea chiese che Endimione ottenesse il dono della vita eterna, dimenticando che senza aver ottenuto prima l'eterna giovinezza, l'uomo sarebbe divenuto presto un vecchio orribile costretto a vivere in eterno.allora lo addormentò in una caverna sul monte Latmo, dove tuttora il principe, eternamente bello e giovane, sogna la sua Selene. Il nome Endimione, che viene da enduein (latino inducere),si riferisce al fatto che il re fu sedotto dalla Luna.
mercoledì 25 luglio 2012
Prima della nascita del mondo, Olodumare, il Supremo Essere Celeste, guardò sulla Terra.Egli vide lo scintillio delle stelle che si riflettono sulla superficie delle acque e vide il sole rosso che al tramonto illumina le montagne. 'La Terra è così bella!" pensò Olodumare. "Ora io la popolerò con esseri umani che se ne prenderanno cura." Olodumare chiamò diciassette divinità maschili perché preparassero la Terra alla vita umana e poi interpellò anche una Dea, Oshun.
All'inizio vi era Nut, il Cielo Notturno. Nut diede la Terra alla sua prima figlia, Iside."Queste terre sono tue" disse Nut "e le dovrai proteggere e nutrire."Nut diede le Acque della Terra al suo secondo figlio, Osiride. Fin dalla nascita Iside amò teneramente il fratello minore. Ella lo condusse al fiume Nilo e poi ad ogni pozza d'acqua del deserto perché conoscesse tutte le acque dell'Egitto. Ogni sera, quando il sole diventava rosso fuoco e dipingeva il cielo di porpora e d'oro, Iside teneva il fratello sulle ginocchia. Insieme aspettavano di vedere le stelle brillare sull'abito di Nut.In seguito Nut partorì due gemelli, una femmina, Nebthet, e un maschio, Set.
giovedì 5 luglio 2012
Una notte d’estate due fanciulle cheyenne stavano sdraiate fuori dalla loro tenda, guardando le stelle. “Guarda quella!” disse la Prima fanciulla. “E’ la più luminosa di tutte. Mi piacerebbe sposarla”. Il giorno dopo,mentre le due fanciulle raccoglievano la legna, videro un porcospino che si arrampicava su un albero. “Voglio prenderlo”disse la Prima fanciulla, arrampicandosi dietro di lui. Il porcospino continuava a salire senza farsi prendere e Prima fanciulla lo seguiva.”Vieni giù,vieni giù!” implorava la Seconda fanciulla,ma in breve Prima fanciulla arrivò troppo in alto per poterla udire. L’albero, un pino, continuava a crescere finché raggiunse il mondo celeste. Prima fanciulla si mise a piangere dalla paura, perché era salita troppo in alto. Allora si udì una voce: ”Non piangere. Sono Stella Splendente, e vorrei sposarti.” Così Prima fanciulla e Stella Splendente si sposarono.
lunedì 18 giugno 2012
Oggi per voi una leggenda  della mia terra la Calabria. La leggenda, che si ispira ad una storia realmente accaduta a Catanzaro agli inizi dell’Ottocento (1830-1840), narra l’amore tra due giovani appartenenti all’aristocrazia catanzarese. La protagonista, Adele, è la figlia appena ventenne del già allora defunto marchese De Nobili. La ragazza vive, insieme alla madre e ai tre fratelli, nel palazzo che ancora oggi porta il nome della famiglia ( Palazzo De Nobili) ed è sede del Municipio. Adele s’innamora di Saverio, appartenente alla casata nobiliare dei Marincola. I due s’incontrano di nascosto in quanto la loro relazione è ostacolata dalle due famiglie, divise anche per le loro tendenze politiche: la famiglia De Nobili era fedele al governo borbonico, quella dei Marincola, progressista e rivoluzionaria, sostenitrice della politica indipendentista carbonara.Gli innamorati s’incontrano ogni sera sotto la finestra di lei (l’ultima finestra a destra della facciata anteriore del Palazzo) e qui i due, con la paura di essere scoperti dai fratelli di lei, si scambiano baci e promesse d’amore. Una sera, il fratello maggiore di Adele si accorge dell’incontro dei due, apre il portone principale del palazzo e affronta Saverio che abilmente si difende e riesce a fuggire.Adele, viene rinchiusa nella sua stanza, ma i due innamorati, per alcuni mesi riescono a incontrarsi: tutte le sere il ragazzo arriva sotto Palazzo
giovedì 31 maggio 2012
Una vecchia leggenda indiana narra di una bambina di nome Nuvola Fresca che un giorno impaurita raccontò a sua madre,Ultimo Sospiro della Sera, i sogni, gli incubi  e le visioni che aveva di notte.Con il fiuato sospeso Ultimo Sospiro della Sera cercò di calmare i tremori di Nuvola Fresca,spiegandole che ciò che vedeva si chiamavano sogni...Ma la piccola voleva vedere soltanto quelli buoni.Allora Ultimo Sospiro della Sera sicura che fosse imgiusto chiudere le porte alle paure della figlia pensò a come riconoscere i sogni e così invwnto una rete tonda per pescare i sogni del Lago della Notte.Al centro della rete intrecciata mise un piccolo sasso come catalizzatore ed intorno ad esso una goccia d'argento, un pezzo di turchese(come significato del desiderio) e un dente di animale forte (simbolo di protezione).Code di animale e piume di uccelli furono legate all'estremo inferiore della rete.Concluso il lavoro Ultimo Sospiro della Sera appese l'acchiappasogni sul letto della piccola per pescare per lei i sogni."Se si tratterà di sogni buoni il Dream-Catcher li affiderà al filo di perline (le forze della natura) che li fara avverare.Se li giudicherà cattivi li darà alle piume di un uccello e li porterà via disperdendoli nei cieli".E così fu per Nuvola Fresca e per tutti i bambini del villaggio. Ancora oggi ogni volta che nasce un bambino,gli indiani costruiscono un Dream-Catcher e lo appendono sulla sua culla.Gli indiani conservanoo il loro acchiappasogni per tutta la vita, negli anni il suo potere aumenta e con esso anche la capacità di proteggere il suo possessore e realizzare i suoi sogni......
Molti anni or sono, a Gamogun, nella provincia di Omi, c’era un castello chiamato Adzuchi-no-shiro. Era uno splendido e antico edificio, circondato da mura e da un fossato pieno di fiori di loto. Il signore feudale era un uomo molto ricco e valoroso, e si chiamava Naizen-no-jo. Non aveva figli maschi, ma aveva una bella figlia di diciotto anni che (non si sa bene perché) aveva il titolo di principessa. Per un lungo periodo in quelle terre aveva regnato la pace e la tranquillità; i suoi governanti erano in ottimi rapporti tra loro, e tutti erano felici. Stando così le cose, Naizen-no-jo pensò che fosse il momento buono per trovare un marito alla figlia, la principessa Aya, e qualche tempo dopo scelse il secondo figlio del signore di Ako, della provincia di Harima. Entrambi i padri furono soddisfatti, e non restava che concordare gli ultimi dettagli con i due ragazzi. Il figlio di Ako aveva visto la sposa e gli era piaciuta.La principessa Aya, a sua volta, aveva deciso di provare ad amarlo e, anche se non lo aveva mai visto, pensava a lui e ne parlava. Una sera la principessa, mentre stava passeggiando al chiaro di luna nello splendido giardino insieme alla sua dama di compagnia, attraversò il suo prato di peonie preferito e si diresse al laghetto in cui amava osservare il proprio riflesso nelle notti di luna piena, ascoltare le rane e guardare le lucciole.
domenica 11 marzo 2012
Una delle più suggestive leggende delle Dolomiti, spiega perché queste montagne al tramonto si tingono di rosa. Secondo la leggenda, sul Catinaccio, laddove oggi si intravede fino a primavera inoltrata una grande chiazza di neve racchiusa in una sorta di catino, si adagiava una volta il giardino di rose di Re Laurino. Ecco perché in tedesco il Catinaccio si chiama Rosengarten, cioè giardino delle rose. Re Laurino regnava su un popolo di nani che scavava nelle viscere della montagna alla ricerca di cristalli, argento e oro e possedeva altresì due armi magiche: una cintura che gli forniva una forza pari a quella di 12 uomini e una cappa che lo rendeva invisibile. Un giorno il Re dell'Adige decise di maritare la bellissima figlia Similde e per questo invitò tutti i nobili del circondario a un torneo di maggio, tutti tranne Re Laurino. Lui decise allora di partecipare comunque, ma come ospite invisibile. Quando sul campo del torneo cavalleresco ebbe modo di vedere Similde, colpito della sua bellezza, se ne innamorò all'istante, la caricò in groppa al suo cavallo e fuggì. I combattenti si lanciarono subito all'inseguimento per riportare indietro Similde, schierandosi davanti al giardino delle rose. Re Laurino allora indossò cintura, che gli dava la forza di dodici uomini e si gettò nella lotta. Quando si rese conto che nonostante tutto stava per soccombere, indossò la cappa e si mise a saltare qua e là nel giardino convinto di non essere visto. Ma i cavalieri riuscirono a individuarlo osservando il movimento delle rose sotto le quali Laurino cercava di nascondersi. Lo afferrarono, tagliarono la cintura magica e lo imprigionarono. Laurino, irritato per il destino avverso, si girò verso il Rosengarten che lo aveva tradito e gli lanciò una maledizione: né di giorno, né di notte, alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo. Laurino però dimenticò l’alba e il tramonto e così da allora il Catinaccio, in queste parti della giornata si colora di rosa mostrando il bellissimo giardino di rose.
lunedì 21 novembre 2011
C'erano una volta sette meravigliose sorelle che erano cacciatrici. Erano chiamate le Meamei, avevano tutte i capelli lunghi fino alla vita e sui loro corpi brillavano pezzetti di ghiaccio: nel caldo paese dove vivevano, erano come una bevanda d'acqua ghiacciata. Quando cacciavano non si univano mai agli altri gruppi, ma c'era una famiglia di fratelli chiamati i Berai Berai che, ammirati della loro bellezza, volevano sposarle.I Berai Berai erano molto bravi nel trovare il miele ed erano soliti lasciare alcuni favi fuori dai territorio delle Meamei, le quali mangiavano il miele ridendo ma, quanto  parlare di matrimonio, non stavano neppure ad ascoltarli. Ma le sorelle avevano un corteggiatore ben più pericoloso.
Quando gli dei scandinavi crearono sole e luna dalle faville di Muspel, la terra del fuoco,ebbero bisogno di qualcuno che guidasse le loro carrozze attraverso il cielo. C'era un uomo di nome Mundilfari che aveva due figli bellissimi, e ne era così orgoglioso che chiamò la figlia Sol (sole), e il figlio Mani (luna). Gli dèi, per punirne la presunzione, gli presero i figli e ne fecero i cocchieri del sole e della luna.Ognuno dei due ragazzi è perennemente inseguito attraverso i cieli da un lupo mostruoso. Il lupo che insegue Mani si chiama Bati, "colui che odia", ed è un gigante travestito. Ogni notte da la caccia al bel Mani su e giù per i cieli, sperando sempre di divorarlo. Se mai dovesse raggiungerlo, i cieli e la terra diverrebbero rossi del suo sangue: sarebbe un segno della fine del mondo. Ma, Mani non è solo nel suo viaggio notturno.Sono con lui due compagni, una ragazza e un giovane, e fu così che Mani se li procurò C'era una volta un uomo chiamato Vidfinn, che una notte spedì i due figli, Hyuki e Bil, a prendere un po' d'acqua da una sorgente magica sulla cima di una montagna. Questa fonte era colma del liquido che ispira la poesia e l'arte di predire il futuro. Hyuki e Bil vi si recarono con il loro secchio e lo immersero nella sorgente finché non fu pieno. Lo sollevarono su un palo rovesciando un po' del prezioso liquido e così attrassero l'attenzione di Mani. Mentre stavano scendendo dalla montagna, egli li raggiunse e li tirò dentro alla sua carrozza, con il secchio, il palo e tutto il resto. Si può ancora vedere il giovane, la ragazza, il secchio e il palo sulla luna, e i poeti invocano Bil la bella, mendicando da lei uno spruzzo sulle labbra dell'acqua della magica fonte
Heng O  era la bella sorella del dio dell'acqua. Heng O era sposata con Sheng I, l'arciere che aveva abbattuto i nove falsi soli, ed erano molto felici. Ma Heng O scoprì che suo marito possedeva il segreto dell'immortalità. Uno degli dèi gli aveva dato una pozione magica, e un giorno Heng O la trovò e la bevve. All'improvviso perse tutto il suo peso e volò via dalla finestra. Quando Sheng I rientrò, vide che sua moglie stava volando verso la luna e indovinò quel che aveva fatto. Cercò di seguirla, ma scoppiò un uragano che lo sollevò fino al palazzo del dio degli immortali, lo stesso che gli aveva dato la casa nel sole. . Da allora Heng O è vissuta sulla luna, in un meraviglioso palazzo tutto fatto di gemme preziose, che è chiamato il Palazzo del Grande Freddo. Il quindicesimo giorno di ogni mese Sheng I vola su raggi di luce dal sole alla luna, e va a trovare sua moglie. Ecco perché la luna,quel giorno è così luminosa. Ma c'è anche chi mormora che Sheng I si arrabbiò a tal punto con Heng O per il furto della pozione magica, che la tramutò in un rospo a tre zampe, e da quel giorno, se guardiamo bene, possiamo vedere il rospo sulla luna.
venerdì 18 novembre 2011

Si narra che in una grotta del Monte Vettore, viveva la malvagia Sibilla che un giorno provocò una violenta frana che ricoprì e distrusse completamente un piccolo paesino chiamato Colfiorito. Dopo moltissimo tempo, alcuni pastori si recarono in zona alla ricerca di verdeggianti pascoli per il loro bestiame ma con la speranza anche di incontrare delle giovani ragazze con le quali trascorrere il resto della vita in grado di interrompere così la loro monotona vita.Durante una splendida notte alcune ancelle della fata Sibilla, incuriosite dalla presenza dei pastori, chiesero il permesso di uscire e raggiungere quei giovani, permesso che gli fu concesso a patto che fossero tornate prima dell'alba. Così, con grande meraviglia, i pastori furono travolti da mille emozioni nel vedere queste splendide fanciulle, tutt'altro che malvage, scendere dal Vettore ed unirsi a loro in canti e balli da capogiro. Ognuna di esse rappresentava un elemento della Natura: acqua, prati, fiori, roccia, fuoco, neve...
sabato 8 ottobre 2011

Tanto tempo fa, quando il mondo non esisteva ancora, i primi dei nacquero in Cielo. La prima dea, Colei Che Invita, e suo marito, Colui Che Invita, vivevano sul ponte che collega il Cielo alla Terra e insieme crearono l'isola del Giappone. Poi Colei Che Invita diede vita agli dei e alle dee che dominavano le montagne della Terra, i ruscelli e i laghi. Per ultimo diede vita al dio del fuoco, il cui calore bruciante uccise Colei Che Invita. Colui Che Invita si inginocchiò al fianco della moglie e la tenne tra le braccia, versando fiumi di lacrime. Colui Che Invita pianse per giorni e giorni.
Tempo fa, su di un'isola al centro del lago Tegid, nel nord del Galles, viveva una potente maga di nome Cerridwen. La donna passava le giornate a creare pozioni che mantenevano viva l'ispirazione di poeti e cantori.Ella amava parlare agli animali e ne mutava le sembianze a suo piacimento.Cerridwen ebbe una vita gratificante sull'isola, fino alla nascita di suo figlio. Subito dopo il parto Cerridwen avvolse il neonato nelle Pieghe della sua lunga gonna bianca; lacrime amare cadevano sul corpo magro e deforme del figlio, mentre la madre cantava una dolce ninnananna. Una delle sue gambe, infatti, era più lunga dell' altra: avrebbe zoppicato tutta la vita. Inoltre il suo corpo era coperto di peli ispidi e neri e le sembianze del suo viso lo facevano assomigliare più ad un animale che ad un bambino. Mentre cantava, la dea pensava a quanto avrebbe sofferto con quel figlio così sgraziato. Egli sarebbe stato schernito da tutti e non sarebbe mai stato accettato nell' Alta Corte della Terra: anche se avesse provata con le sue pozioni magiche, Cerridwen non sarebbe mai riuscita a dargli una forma veramente umana. Non c'era niente da fare. Cerridwen sospirò e decise di chiamare il figlio Grande Corvo in quanto il suo aspetto le ricordava quell' uccello.


Tanto tempo fa, prima che noi nascessimo, vi erano due fratelli che giocavano nella grande pianura con arco e frecce. Il maggiore era un giovane a modo:era molto attento e notava quando gli altri avevano bisogno. Il più giovane, invece, pensava prima di tutto a sé stesso. Una mattina, mentre il sole dipingeva la pianura di un color rosa pallido, i due fratelli si sedettero ad ammirare l'alba.Il fratello maggiore, immerso nel silenzio, notò in lontananza una strana nuvola di polvere biancastra che sembrava correre velocemente nella loro direzione. Presto una brezza si alzò, mentre la nuvola procedeva a gran velocità.I due fratelli restarono immobili. Mentre la nuvola si avvicinava i due si accorsero che, in realtà, si trattava di una bellissima donna che sembrava fluttuare sulla pianura. I suoi lunghi capelli lucenti ondeggiavano come una brezza gentile. Ella era completamente vestita con un abito in pelle di daino bianco e sulle sue spalle si notava un fagotto. Il fratello maggiore era come paralizzato perché aveva compreso subito
un tempo vivevano un re e una regina che avevano due figlie. Essi amavano le bambine, ma un padre senza figli maschi, in Cina, era un uomo maledetto; un re senza eredi maschi era considerato indegno del suo potere. Per questo i due pregavano gli dei perché concedessero loro un altro figlio. E il figlio arrivò: la Terra tremò e il gradevole profumo dei fiori di loto riempì l'aria. Le nuvole acquistarono i colori dell' arcobaleno e il popolo si rese conto che era nato un essere prodigioso.Tutti ne erano felici, tranne il re e la regina, perché il loro terzo figlio era una femmina! Maio Shan era aggraziata e gentile come le sue sorelle maggiori, ma non vi era dubbio che fosse diversa da loro. Maio Shan si rifiutava di indossare ricchi indumenti di seta. "Vestirò semplici abiti di cotone come la gente comune" insisteva. E nemmeno accettava di mangiare cibi raffinati: "Una ciotola di riso, per favore!" chiedeva con un sorriso. Maio Shan aveva due passioni: pregare per i poveri e gli ammalati e nutrire gli animali randagi e sofferenti. Il re e la regina scuotevano la testa: i due non riuscivano a capire la loro figlia, ma tollerarono il suo comportamento fino a quando, ormai adulta, la ragazza rifiutò di sposarsi.
giovedì 6 ottobre 2011
Tanti anni fa il sole e l’acqua erano grandi amici, entrambi vivevano insieme sulla terra.Il sole andava a trovare l’acqua molto spesso, ma l’acqua non gli contraccambiava mai la visita. Alla fine il sole domandò all’acqua come mai non andava mai a trovarlo a casa sua. L’acqua rispose che la casa del sole non era sufficientemente grande, e se lei ci andava con i suoi famigliari, avrebbe cacciato fuori il sole.Poi l’acqua aggiunse: - Se vuoi che venga a trovarti, devi costruire una fattoria molto grande, ma bada che dovrà essere un posto sconfinato, perché la mia famiglia è molto numerosa e occupa un molto spazio.Il sole promise di costruirsi una fattoria molto grande, e subito tornò a casa dalla moglie, la luna, che lo diede ospitalità con un ampio sorriso quando lui aprì la porta. Il sole disse alla luna ciò che aveva promesso all’acqua, il giorno dopo incominciò a costruirsi una fattoria sconfinata per ospitare la sua amica. Quando essa fu pronta, chiese all’acqua di venire a fargli visita il giorno seguente. Nel momento in cui l’acqua arrivò chiamò fuori il sole e gli domandò se poteva entrare senza pericolo, e il sole rispose:- Sì, entra pure, amica mia.Allora l’acqua cominciò a riversarsi, accompagnata dai pesci e da tutti gli animali acquatici. Poco dopo l’acqua arrivata al ginocchio domandò al sole se poteva ancora entrare senza pericolo, e il sole rispose: - Sì. L’acqua seguitò a riversarsi dentro. Allorché l’acqua era al livello della testa di in uomo, l’acqua disse al sole: - Vuoi che la mia gente continui ad entrare? Il sole e la luna risposero: Risposero così perché non sapevano che altro fare, l’acqua seguitò ad affluire, finchè il sole e la luna dovettero rannicchiarsi in cima al tetto. L’acqua si rivolse al sole con la stessa domanda, ma ricevette la medesima risposta, e la sua gente seguitava a riversarsi dentro, l’acqua in breve sommerse il tetto,e il sole e la luna furono obbligati a salire in cielo, dove da allora sono rimasti.
Molto tempo fa in questo paese era buio fitto. Gli abitanti, tennero un'assemblea e decisero che occorreva una persona che fosse veloce a correre.: Scelsero Ghiandaia Azzurra.
Esso, si mise subito in moto in direzione di levante e finalmente giunse in una capanna di terra in un villaggio molto abitato a giudicare dalla quantità di capanne, ma nessuno in realtà era li, perché se ne erano andati ad una festa non molto distante. Entrato nella capanna trovò un bambino.. Ghiandaia Azzurra chiese al bambino:"Dove sono andati?'".Il ragazzo rispose:"Sono andati via":Nella capanna c'erano delle ceste di provviste contro la parete: Ghiandaia Azzurra indicò la prima cesta che vide li vicino e chiese:"Che c'è in quella cesta?".Il bambino rispose:"Prima sera".Poi indicò la cesta accanto dicendo:"Che c'è in quella cesta?".E il ragazzo rispose:"Appena buio".Le domande alternate dalle risposte si susseguirono, fino all’ ultima: "Che c'è in quella cesta?".Il fanciullo rispose:"Aurora".Allora Ghiandaia Azzurra afferrò lesto la cesta e se ne scappò di corsa!Il bambino cominciò a gridare:"Ci hanno rubato l'Aurora!".La gente non fece caso alle urla del bambino poco distante, e continuarono a danzare.. Finalmente l’ attenzione di un abitante cadde sulle urla e disse:"Il ragazzo grida che hanno rubato l'Aurora".
Tutti accorsero allora alla capanna e, spiegato l’ accaduto si misero presto ad inseguire Ghiandaia Azzurra verso ponente.Egli andava verso ponente, sempre verso ponente.Vicino alla Grande Valle lo raggiunsero.
Stavano per prenderlo; eran proprio sul punto di farcela, quando egli aprì la cesta e la luce volò fuori
Nei giorni lontani, quando la terra e la gente su di essa erano state create da poco, tutti i corvi erano bianchi come la neve.In quei tempi antichi la gente non aveva ne cavalli, ne armi da fuoco, ne armi di ferro.Tuttavia si procurava cibo , a sufficienza per sopravvivere cacciando il bufalo.Ma cacciare i grossi bufali a piedi con armi che avevano punte in pietra era duro, aleatorio e pericoloso.I corvi rendevano le cose ancora più difficili per i cacciatori per che erano amici dei bufali.Librati alti nell'aria, vedevano tutto quello che succedeva nella prateria. Ogni volta che notavano dei cacciatori avvicinarsi ad una mandria di bufali, volavano dai loro amici e, appollaiati tra le loro corna, davano l'allarme:" Caw, caw, caw, cugini, stanno venendo dei cacciatori. Stanno avanzando

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ciao mi chiamo selene nel web, ho 21 anni cosa dire di me... allora adoro il fantasy (si era capito!!! (^_^) )sono simapatica, sognatrice, romantica, testarda e determinata. Ho aperto questo piccolo spazio per condividre con voi la mia fantasia. ƸӜƷ Selene ƸӜƷ

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