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Il Mio Elemento

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giovedì 4 giugno 2015
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lunedì 26 maggio 2014
La strega è una figura più o meno mitica presente nella cultura di molti popoli, antichi e moderni. Secondo le credenze popolari è una persona ritenuta dedita all'esercizio della stregoneria, ovvero che si ritiene sia dotata di poteri occulti, che possono essere sia benigni, che maligni; in italiano con il termine strega si intende solitamente una donna, mentre il suo omologo maschile sarebbe lo stregone.
Nel corso del tempo la figura della strega è stata letta nelle varie culture in modi assai differenti: ad esempio in Occidente si passa da momenti di persecuzione, come nella cosiddetta caccia alle streghe del periodo Rinascimentale, fino ai momenti di rivalutazione, come nel moderno Neopaganesimo.
Nella cultura occidentale la figura della strega ha radici antichissime, basti solo ricordare la cosiddetta strega di Endor citata nella Bibbia, come anche le celebri streghe della Tessaglia, nell'antica Grecia; è dunque una figura che precede di molto il Cristianesimo. Solitamente la strega ha avuto una interpretazione negativa, in quanto ritenuta una persona dotata di poteri utilizzati per nuocere alla comunità, soprattutto agricola. A partire dal tardo Medioevo e l'inizio del Rinascimento, la Chiesa ha poi individuato nelle streghe delle figure eretiche, personaggi dannosi alla comunità e dediti al culto del maligno, perciò da perseguitare ed estirpare dalla società con la violenza.
A partire dall'Ottocento però è cominciata la rivalutazione della figura della strega. Tra le altre opere basti citare La Sorcière di Jules Michelet in cui lo storico francese afferma tra i primi che la stregoneria non fosse altro che un residuo di antichissime pratiche pagane. Altrettanta importanza ebbero, nei primi del Novecento, le tesi di Margaret Murray, che contribuirono molto alla nascita del Neopaganesimo e della Wicca. Secondo questa visione la stregoneria fu l'ultima testimonianza di culti o pratiche di origini remote, sopravvissute soprattutto nelle campagne: pratiche di guarigione, rituali di fertilità, conoscenze dell'uso delle erbe, comunicazione con gli spiriti e il numinoso e viaggi extracorporei, il che non fa altro che fare identificare la strega, con ciò che fa uno sciamano, nelle culture cosiddette primitive.
È stata avanzata l'ipotesi che la stregoneria sia l'interpretazione fantastica dell'intossicazione da Ergot.
Il termine italiano strega deriverebbe dal greco "stryx, strygòs" e sta per "strige, barbagianni, uccello notturnoma col passare del tempo assunse il più ampio significato di "esperta di magia e incantesimi".
 Nel latino medievale il termine utilizzato era lamia, mentre nelle varie regioni d'Italia il nome che indica la strega, varia molto a seconda della località. Possiamo perciò trovare:
  • Masca o Maggia (Piemonte);
  • Stria o Bàsura (Liguria);
  • Borde (Toscana);
  • Strìa, Maggia (Lombardia, Emilia, Trentino, Friuli-Venezia Giulia);
  • Cogas, Stria, Brúscias o Maghiargia (Sardegna);
  • Strìa/Striga/Strigo (Veneto);
  • Janara (Sannio) e (Irpinia);
  • Mavara (Sicilia);
  • Magara (Calabria e Basilicata);
  • Masciáre o Chivàrze (Taranto e provincia);
  • Macàra (Salento);
  • Stiara (Grecìa Salentina);
  • Stroll'ca (Umbria).
A partire dal Rinascimento le streghe sono rappresentate soprattutto come delle donne vecchie ed arcigne (anche se non manca all'opposto la figura della strega bella e fascinosa), non di rado rappresentate accanto ad un filatoio o nell'atto di intrecciare nodi, a richiamare l'idea di vendetta, tessendo, cioè, il destino degli uomini e ponendoli di fronte a mille ostacoli (in questa iconografia ricordano le antiche Parche/Moire/Norne).
Inoltre ogni strega della tradizione è accompagnata da qualche strano animale, il famiglio, con caratteri diabolici che fungerebbe da consigliere della propria padrona, quali gatto, gufo, corvo, civetta, topo, rospo. E ancora, le loro stregonerie avvengono in giorni stabiliti in base al ciclo naturale.Un'altra immagine tradizionale e molto popolare della strega la rappresenta in volo a cavallo di una scopa. Questa iconografia dichiara esplicitamente la sua parentela con la Befana, e l'appartenenza di entrambe le figure all'immaginario popolare dei mediatori tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

La strega nel Neopaganesimo

Al giorno d'oggi in ambito religioso si intende per strega anche una seguace di varie forme di neopaganesimo, in particolare i praticanti della Wicca o della Stregoneria Tradizionale
In entrambi i casi una notevole influenza ha avuto il saggio Aradia, o il Vangelo delle Streghe, scritto da Charles Godfrey Leland nel 1899, dove l'autore descrive in forma romanzata antichi riti della tradizione stregonesca italiana, chiamandola stregheria. Nel testo si narra di Aradia, figlia della dea Diana, che scende sulla terra per insegnare l'arte della stregoneria ai suoi seguaci.
Le streghe nel folklore sono molto spesso presentate come antagoniste degli eroi nelle fiabe popolari e ciò poi si riverbera nella letteratura, basti ricordare le figure presenti nel Macbeth; sempre nella letteratura, come ne La Celestina, la strega è spesso presente come personaggio rilevante, in certi casi è un co-protagonista.
Nella storia della letteratura la figura della strega e quella della maga sono spesso intrecciate tra di loro, partendo da Medea, che è al tempo stesso una sacerdotessa di Ecate, ed una guaritrice o avvelenatrice, passando per Circe fino ad arrivare alle figure di Alcina nell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, senza dimenticare molto più recentemente le streghe e maghe della saga fantasy del Ciclo di Avalon, scritta da Marion Zimmer Bradley. In comune hanno la capacità di essere incantatrici e tessitrici di illusioni.
Terry Pratchett nella serie di racconti con Tiffany Aching come protagonista, descrive le streghe come persone che aiutano chi ne ha bisogno (soprattutto anziani), e oltretutto aiutano a stabilire giustizia dove vivono. Il loro lato magico non è quindi composto da sfere di cristallo o altri oggetti magici, ma dalla bontà.
Nella serie letteraria di Harry Potter le streghe sono semplicemente donne dotate di poteri magici; di conseguenza non avrebbero malvagità innata.
La scrittrice Anne Rice ha creato un ciclo di romanzi con protagoniste delle streghe, intrecciato alle sue Cronache dei vampiri: La saga delle streghe Mayfair.
Il romanzo storico di Sebastiano Vassalli La chimera racconta le vicissitudini di una bella ragazza processata per stregoneria. Un tema simile viene affrontato anche nei romanzi di Celia Rees Il viaggio della strega bambina e Se fossi una strega.
La saga dei libri I diari delle streghe di Lisa J. Smith tratta interamente di streghe.

 
 
martedì 23 aprile 2013

Si racconta che, col finir dell'estate quando i pastori abbandonavano la valle di Vajolètt, le streghe scendessero fino al piano erboso di Ciampedìe, dove intrecciavano le loro danze alla luce della luna. Un giovane di Monzòn, di nome Gordo, fu curioso di vederle ballare. Quando tutti lasciarono la valle egli si nascose in una tobìa (fienile) aspettando. Passata la mezzanotte sbucarono innumerevoli streghe d'orribile aspetto; tra loro la Striona, loro condottiera, che si accorse subito di lui -qui dentro c'e' un uomo! fuori subito!- Gordo rimaneva immobile per la paura -apri o scendiamo dal camino!- egli tremante uscì: lo schernirono, gli tirarono i baffi, infine danzarono attorno a lui selvaggiamente. Poi la Striona lo apostrofò -chi e' la tua regina?- lui non capiva -se non capisci vuol dire che non hai ancora una regina! ne sceglierai una e subito! metti questa corona sul capo di quella che ti piace di più. Dovrai servirla fedelmente e per mezzo suo sarai ammesso alla nostra società- e gli diede una corona di sterpi. Egli non seppe decidersi perchè gli parevano una più brutta dell'altra, cosicchè le streghe andarono su tutte le furie: lo insultarono e picchiarono, poi lo legarono ad un albero ancor con la corona in mano -di qui a un anno sceglierai la tua regina!- Passarono i giorni e nessuno veniva a liberarlo perchè i pastori erano già scesi a valle. Non sentiva fame o freddo, ma a poco a poco il corpo si irrigidiva, la resina lo ricopriva...entro la primavera successiva viveva la vita dell'albero e nessuno avrebbe immaginato che là vi fosse un uomo.
domenica 14 aprile 2013

Come tutti i popoli che si rispettano anche Fate, Gnomi ed Elfi credono nell'esistenza di esseri superiori portatori di fecondità e di vita.Tracce di credenze in questi esseri sono addirittura antecedenti alla popolazione Celtica. Lasciatevi quindi rapire da queste immagini, da queste parole per scoprire che parte di Cernunno, Lugh, Brigit sono dentro di voi

Il dio Pan è una divinità ellenica, parte uomo e parte capra, che il mito vuole figlio di Zeus e della ninfa Callisto, mentre un’altra versione lo vuole figlio di Penelope e di tutti i suoi pretendenti, con cui avrebbe avuto rapporti durante l’attesa del marito.Secondo Omero, infine, la versione più accreditata: nato dall’unione di Hermes e della ninfa Driope, ninfa della quercia; la madre lo abbandonò subito dopo la nascita poiché il suo aspetto era talmente brutto che ne rimase terrorizzata; Hermes allora lo raccolse e, dopo averlo avvolto in una pelle di lepre, lo portò sull’Olimpo per far divertire gli dei, causando così l’ilarità di Dionisio, che lo accolse nel suo seguito.È raffigurato con gambe e corna caprine, con zampe irsute e zoccoli, mentre il busto è umano, con due corna in fronte, il naso schiacciato, il volto ornato da una barba caprina e dotato di un’espressione terribile, a dispetto della quale Pan è un dio gioviale e generoso, sempre pronto ad aiutare quanti chiedono il suo aiuto.Dio solitario, non risiede sull’Olimpo ma vive specialmente nei boschi e con la sua voce spaventosa incute in chi ode una grande paura, che da Pan prende appunto il nome di timor panico. Racconta Plutarco che sotto il regno di Tiberio, un vascello romano si trovò a passare nei paraggi di un’isola del mar Egeo, quando il vento cessò improvvisamente e nel silenzio si udì una voce gridare: "Il Grande Pan è morto".
mercoledì 10 aprile 2013
La modalità della "colpa" angelica, oltre che in un mancato riconoscimento della sovranità divina, è stata variamente identificata. C’è per esempio una lettura di tale colpa legata all’evento cristologico. Secondo S. Ignazio, vescovo di Antiochia, la caduta angelica è dovuta alla loro mancanza di fede nella missione redentrice di Cristo: "Angeli gli esseri celesti, la gloria degli angeli, i principi visibili e invisibili se non credono nel sangue di Cristo hanno la loro condanna". La ribellione degli angeli, sempre in chiave cristologica, è invece talora colta nel fatto che alcuni di essi non sopporterebbero l’imperscrutabile disegno che ha visto Dio-Padre amare a tal punto gli uomini da inviare suo Figlio a incarnarsi e a umiliarsi fino a morire in croce per la loro salvezza. Quest’amore straordinario per gli uomini è per molti la vera causa della ribellione: già Ireneo vedeva nella colpa di Satana un peccato d’invidia e di gelosia nei confronti dell’umanità. Per fondare una tale lettura ci si basava in particolare sul testo biblico di Sap 2, 24 dove appunto si parla di "invidia del diavolo" nei confronti dell’uomo, creato a immagine di Dio. Per quanto riguarda invece la tesi che vedrebbe Satana e i demoni peccatori per orgoglio, essa presenta diverse e sottili sfumature. In particolare i pensatori cristiani si dividono circa le cause di un tale orgoglio anche se in termini generali concordano sul fatto che il primo Angelo, Lucifero, volesse diventare come Dio e che gli altri angeli lo abbiano in certo modo imitato. Lucifero, presuntuoso per la sua bellezza, avrebbe desiderato ciò che era al di sopra di lui e a cui non poteva pervenire. L’orgoglio l’avrebbe dunque spinto a provare un desiderio inammissibile e indebito di dignità, a desiderare ciò a cui sarebbe pervenuto solo in virtù della grazia divina. Un’ulteriore interpretazione del peccato d’orgoglio è quella che concepisce la colpa di Lucifero come il desiderio disordinato di un’unione ipostatica del Verbo di Dio con la sua natura angelica allo stesso modo di ciò che avviene nell’incarnazione, reputandola a lui assolutamente dovuta e ingiustamente rifiutata per essere assurdamente accordata alla natura umana. Comunque, in definitiva, questo peccato d’orgoglio, al di là delle diverse letture, è la malizia assoluta che rifiuta di fatto la piena trascendenza divina nell’ordine dei rapporti personali con Lui, nella pretesa, usando le parole di Isaia, di "farsi uguale all’Altissimo" (Is 14, 14). Oltre che nell’orgoglio, il peccato degli angeli è stato tradizionalmente identificato in modo particolare nella superbia. Una vera e propria hybris, volendo Satana essere signore del creato come Dio. Quest’atto di superbia li ha in tal modo condotti ad una "non adesione" a Dio, ad una vera e propria separazione da Lui. Ma la superbia è determinata anche da un altro fatto: dalla pretesa di conoscere esclusivamente con i propri mezzi il mistero divino. A causa dell’orgoglio e della superbia l’Angelo dunque apostatò da Dio, per cui verrà definito da Giustino e da Ireneo come "serpente apostata". Al di là di questo, c’è chi come Anselmo d’Aosta nel suo De casu diaboli cerca di cogliere più in profondità il senso ultimo di quella "colpa".
Satana  
Con il nome di Satana (l’avversario, in ebraico) o di diavolo (il calunniatore, in greco) la Bibbia designa un essere personale, per sé invisibile, ma la cui azione od influsso si manifesta sia nell’attività di altri esseri (demoni o spiriti impuri), sia nella tentazione. Il Vecchio Testamento non parla di Satana che molto raramente e sotto una forma che, salvaguardando la trascendenza del Dio unico, evita accuratamente tutto ciò che avrebbe potuto inclinare Israele verso un dualismo, al quale era anche troppo portato. Più che un avversario propriamente detto, Satana appare come uno degli angeli della corte di Jahve, che svolge nel tribunale celeste una funzione analoga a quella del pubblico accusatore, incaricato di far rispettare in terra la giustizia e i diritti di Dio. Tuttavia, sotto questo preteso servizio di Dio, si scorge già in Giobbe 1-3 una volontà ostile, se non a Dio stesso, almeno all’uomo e alla sua giustizia: egli non crede all’amore disinteressato; senza essere un "tentatore", si aspetta che Giobbe soccomba; segretamente lo desidera, e si capisce che ne gioirebbe. In Zaccaria 3, 1-5 l’accusatore si trasforma in vero avversario dei disegni d’amore di Dio circa Israele: affinché questi sia salvato, l’angelo di Jahve deve prima imporgli silenzio in nome stesso di Dio: Imperet tibi Dominus. La Genesi, inoltre, non parla che del serpente: creatura di Dio "come tutte le altre", questo serpente è tuttavia dotato di una scienza e di un’abilità che superano quelle dell’uomo. Soprattutto, fin dall’inizio, esso è presentato come il nemico della natura umana. Invidioso della felicità dell’uomo, esso giunge ai suoi fini usando già le armi che gli saranno sempre proprie, astuzia e menzogna: "il più astuto di tutte le bestie selvatiche", "seduttore", "omicida e bugiardo fin dall’origine".
domenica 7 aprile 2013
Da un certo punto di vista angeli e demoni sono la medesima cosa, nel senso che hanno la stessa natura, la stessa origine e le stesse prerogative. Per il pensiero comune la loro differenza consiste nel fatto che i primi sono volti al bene e all’obbedienza nei confronti della Volontà Divina, mentre i secondi hanno scelto la via della ribellione e del male; per altre linee di pensiero, invece, questa differenza è solo apparente in quanto anche l'azione dei demoni deve sottostare alla Volontà di Dio e rientrare nel Progetto Divino.In ogni caso, l’esistenza di angeli e demoni è connessa a quello che è il più drammatico problema non solo dell’uomo, ma dell’intero universo: il bene e il male. E’ soprattutto l’esistenza di tale elemento negativo, antagonista, distruttivo, rappresentato dal male e dal suo "perché" che ha assorbito e tormentato le riflessioni di pensatori, filosofi, mistici, religiosi, ma anche della gente comune. Questa sezione inizia con la lettura della Bibbia e termina con l’analisi di Jung: nel mezzo, le riflessioni di uomini che di fronte alle ombre e alle luci dell’esistenza cercano spiegazioni.
Arcangelo è un tipo di angelo, presente nel Cristianesimo,nell'Ebraismo e nell'Islamismo.L'etimo deriva dal latino"archangelus",composto dalle parole greche"archein", comandare, e "anghelos",angelo.Gli Arcangeli sono entità più elevate degli Angeli e lavorano sull'essere umano ad un livello più sottile.Ci aiutano a sviluppare la funzione mentale,ad avere la capacità di discernere tra il bene ed il male,tra il vero ed il falso.Gli Arcangeli ci possono aiutare anche a comunicare,fattore questo molto importante nell'evoluzione dell'essere umano.Gli Arcangeli ci possono aiutare a vivere meglio gli scambi e la comunicazione, a sviluppare un modo più intimo e profondo di comunicare,hanno quindi un ruolo estremamente importante nell'evoluzione dell'essere umano poiché la comunicazione è essenziale.Gli arcangeli gestiscono,coordinano e consegnano l'Energia Divina agli Angeli che la distribuiscono agli esseri intelligenti,compresi gli umani. Non solo:ogni Arcangelo ha vibrazioni energetiche diversificate,e influenza quindi le virtù degli Angeli che gli sono stati affidati,compresi gli Angeli CustodiGli Arcangeli sono parecchi milioni, ma soltanto dieci, sono fortemente legati al destino del pianeta Terra.Sono 7 schiere di cui 3 maggiori e 4 minori. Attraverso di essi opera lo “Spirito Santo“.Questi i loro nomi:
Etimologicamente la parola "Angelo" deriva dal greco "angelos" che vuol dire "messaggero". Essi sono i messaggeri di Dio e il loro Cielo è sulla Terra perchè è qui che ciascuno di essi compie il lavoro che Dio loro affida. Ognuno di noi è abituato a vivere in un mondo materiale ed è facile dimenticare quello spirituale che ci vive attorno...Non riusciamo e "vedere", a "sentire" ma Loro esistono...Gli Angeli non ci abbandonano mai...Sta a noi riattivare i canali di comunicazione sepolti dal fragore della nostra quotidianità, pervasa dalla brama e dai desideri inutili.Essi sono i nostri amici, i nostri protettori, coloro che ci aiutano nella battaglia contro il "male".Gli Angeli sono puri spiriti, intelligentissimi, con ognuno una personalità ben distinta.Si può dire che l'angelo è l'Io nel suo più pieno significato, la completa coscienza di sè; più reale, di ogni realtà materiale, esso è concentrazione, nucleo,vetta suprema..Sono creature delicate e sottili, dotate della stessa potenza degli Arcangeli. Sono pura essenza d'amore, invulnerabili,incorruttibili e privi del decadimento che caratterizza l'uomo.Vivono in un'altra dimensione e sono dotati di libero arbitrio. Comunicano con noi attraverso il linguaggio dei segni, dei sogni, delle emozioni e,se previsto dal nostro Karma, si rivelano con manifestazioni eclatanti.Gli Angeli non hanno un involucro materiale come noi, ma sono occhi che vedono,
mercoledì 27 marzo 2013
Il calendario celtico per i Drudi è di grande importanza in quanto è un antichissimo sistema valido per vedere qual'è il periodo dell'anno più giusto per fare della magie. Esso veniva scritto con un misterioso alfabeto che in pochi conoscono, OGHAM, ed era inciso su bastoni di legno o sulle grandi pietre preziose. Fu il Dio Ogma ad insegnarlo ad i primi Drudi per poi poterlo tramandare con discrezioni a pochi iniziati.Il calendario celtico è diviso in 13 mesi come le lune piene che ci sono in un anno. Ad ogni mese lunare corrisponde un albero sacro. E ad ogni albero corrisponde un segno zodiacale, che mostra le caratteristiche delle persone.

23 dicembre.... Il vischio
I nati in questo giorno sono delle persone speciali, solitamente posseggono grandi poteri magici ed hanno la missione di insegnare agli altri.Infatti, fra tutte le piante magiche il Vischio è la più sacra. I Drudi la raccolgono con un falcetto d'oro e la conservano scrupolosamente.Regalare un mazzetto di Vischio è di ottimo auspicio e porta fortuna e ricchezza.

Nei tempi passati, qualsiasi morte ingiustificata di animali e di esseri umani, era attribuita ad un " Colpo d'Elfo".Si credeva che le piccole punte di freccia di selce, che oggi sappiamo essere opera degli uomini dell'Età della pietra, fossero opera degli Elfi.Nei casi in cui non era visibile nessun colpo sul corpo, si riteneva che la punta di freccia non provocasse una ferita, ma causasse invece una paralisi. In questo modo, la vittima poteva essere rapita nel mondo delle Fate, ed una copia del corpo lasciata al suo posto ad ammalarsi e a morire.

 Gli Elfi musicisti possiedono un'abilità magica, le loro melodie sono al contempo belle, tristi, selvagge, e capricciose ed esercitano un fascino fatale sui mortali.Una malinconica aria elfica può cullare l'ascoltatore in un sonno infausto o, nel migliore dei casi, può trascinarlo in un triste oblio in cui sentirà per sempre la vaga musica struggente, costante presenza dell'irraggiungibile.

Gli Irlandesi hanno un loro Elfo industrioso, il Leprechaun. Si tratta di un ciabattino solitario che si può trovare sotto una foglia di romice o sotto una siepe mentre lavora allegramente ad una scarpa ( ad una scarpa soltanto, mai ad un paio)Come tutti gli Elfi, è importante vedere il Leprechaun prima che lui ci veda perché solo così è possibile persuaderlo a rivelarci il luogo in cui è nascosta una delle sue pentole piene d'oro. ll Leprechaun è però scaltro ed ingannevole e può sparire in un secondo. Una vecchia leggenda irlandese racconta di un ragazzo che guidava un carro pieno di terra per guadagnarsi da vivere; era un ragazzo silenzioso e malinconico e ciò che amava più di tutto al mondo erano i libri.

Esistono diversi tipi di Elfi: gli Elfi della Luce,gli Elfi del Crepuscolo, gli Elfi delle Tenebre  
  • Gli Elfi della Luce sono esseri benevoli ed utili, dotati di grande sapienza,  hanno un aspetto armonioso e portano coroncine di fiori sulla testa. Vivono di buon grado insieme agli esseri umani, ai quali insegnano molti segreti della natura.  
  • Gli Elfi del Crepuscolo sono diffusi ovunque e cavalcano gli ultimi raggi di sole del giorno, facendo nascere il sentimento della nostalgia in chi è lontano da casa. 
Un giorno il buon Dio, travestito da viandante, bussò alla porta di una piccola casa e chiese ospitalità. Venne accolto e gli venne offerto persino il letto, l’unico che possedevano. Si trattava di una famiglia numerosa e i genitori erano così poveri che non avevano di che vestire i figli. Padre e madre si vergognavano di ciò e presentarono allo straniero solo la metà dei loro figli. Dio li trovò amabili e chiese alla madre se ne avesse altri oltre a quelli. La donna rispose di no. Naturalmente il buon Dio sapeva benissimo che aveva altri figli e domandò ancora: “Mia buona donna, mi hai davvero presentato tutti i vostri figli?”. “Certamente – mentì la donna sorridendo -Non sono forse abbastanza?”.
I Folletti Sono Esseri piccoli  e favolosi, hanno faccini da fanciulli, una folta capigliatura di solito bionda e riccioluta coperta da un cappellino ricavato da un fiore. Svaniscono come se fossero fatti di Fumo,non hanno l'ombra se visti alla luce del Sole e non lasciano tracce sulla terra quando camminano.Amano i bambini piccoli e li confortano quando di notte proprio non riescono a dormire, raccontando loro bellissime storie,fortunato è colui che riesce a togliere loro il cappellino perchè con quel pegno riuscirà a far loro promettere di esaudire un desiderio. Ci sono molti tipi di folletti Vestiti di Azzurro, che compaiono nei riflessi delle onde,cavalcano i Delfini e vivono nascosti sulle navi, e quando decidono di farsi vedere aiutano i marinai, restando in loro compagnia a bere RHUM e raccontarsi storie di Naufraghi . Sono in grado di avvistare pericoli prima degli Uomini e aiutano nelle tempeste. 
domenica 10 marzo 2013
Le feste celtiche celebrano i momenti dell'anno nei quali il mondo terreno e il mondo degli Dei si sovrappongo.Per i celti il tempo è ciclico: le ore si susseguono per ritornare a quella originaria, le giornate non iniziano all'alba ma vengono contate partendo dalla notte, le stagioni scandiscono i ritmi della vita e della morte."La morte non è la fine ma un nuovo inizio".Questo concetto è molto importante per comprendere la cultura celtica.Nei cicli della natura si trova l'elemento divino, che permea l'intera vita dei celti.Le feste celtiche sono proprio i momenti in cui si aprono le porte tra il mondo degli uomini e quello degli Dei e in alcune ricorrenze gli spiriti dei morti possono comunicare con i viventi.L'anno celtico consisteva di 13 mesi ovvero 12 come i nostri attuali più un mese di 3 giorni alla fine di ottobre che collegava l'anno vecchio al nuovo.I nomi gaelici delle quattro stagioni risalgono ad epoche pre-cristiane: Earrach per la Primavera, Samhradh per l'Estate, Foghara per l' Autunno, e Geamhradh per l'Inverno.Le feste celtiche sono divise in due cicli:il primo ciclo è quello del viaggio del sole attraverso il cielo, e comprende quindi i due solstizi e i due equinozi.Le feste solari (dette anche Alban) sono: Alban Arthuan, Alban Eiler, Alban Heruin, Alban Elved
Il secondo ciclo è quello delle stagioni, legato alle tradizioni contadine quali il tempo della semina, della fioritura, della maturazione e del raccolto.Queste feste sono dette feste del fuoco e sono le più importanti: Samhain, Imbolc, Beltane (o Beltain), Lughnasadh.Ogni festa veniva solitamente celebrata per tre giorni (prima, durante e dopo il giorno ufficiale di osservanza).Per il celti il 3 era il numero della divinità.
mercoledì 6 febbraio 2013
LA NASCITA DEGLI ELFI
Un giorno il buon Dio, travestito da viandante, bussò alla porta di una piccola casa e chiese ospitalità. Venne accolto e gli venne offerto persino il letto, l’unico che possedevano. Si trattava di una famiglia numerosa e i genitori erano così poveri che non avevano di che vestire i figli. Padre e madre si vergognavano di ciò e presentarono allo straniero solo la metà dei loro figli. Dio li trovò amabili e chiese alla madre se ne avesse altri oltre a quelli.

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ciao mi chiamo selene nel web, ho 21 anni cosa dire di me... allora adoro il fantasy (si era capito!!! (^_^) )sono simapatica, sognatrice, romantica, testarda e determinata. Ho aperto questo piccolo spazio per condividre con voi la mia fantasia. ƸӜƷ Selene ƸӜƷ

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